Buongiorno 💞
è con grande gioia che vi annuncio la pubblicazione sul kindle store del mio racconto.
IL FORESTIERO. THE MYSTERIOUS MAN.
Disponibile anche in KINDLE UNLIMITED
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IL FORESTIERO. THE MYSTERIOUS MAN.
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Era un inverno rigido, quello del 1889. La città di Napoli era avvolta da una nebbia insolita, densa come lana bagnata, che sembrava salire direttamente dai sotterranei dell’acquedotto. I lampioni a gas tremolavano lungo via dei Tribunali; le loro fiammelle giallastre lottavano per farsi strada nell’umidità, mentre le carrozze lasciavano solchi silenziosi sui ciottoli umidi di basalto nero, come ferite fresche sul selciato.
Don Gaetano Ferri, antiquario e studioso di storia occulta, ricevette una lettera anonima sigillata con ceralacca viola, dal profumo stantio di terra e muschio. Il messaggio era stringato, le lettere calligrafiche danzavano sul foglio ingiallito: Scenda domani notte, solo, nelle Catacombe di San Lorenzo. La verità aspetta nel buio.
Un brivido freddo gli corse lungo la schiena, accompagnato da un’inspiegabile apprensione. Inquieto, ma soprattutto incuriosito, sentì lo stomaco serrarsi in una morsa.
Eppure, Gaetano amava simili situazioni.
Il giorno seguente si presentò all’ingresso semi-nascosto delle catacombe: un’apertura scura che sembrava inghiottire la poca luce della sera. Portava con sé una lanterna a olio, il cui tremolio era l’unica cosa a sfidare l’oscurità imminente, e un vecchio diario rilegato in pelle appartenuto a un suo antenato, l’abate Ferri, che nel 1702 vi aveva annotato strane sparizioni legate al culto dei Dormienti Neri. Quel diario lo accompagnava come una sorta di protezione. Glielo aveva suggerito una voce… nella sua anima.
I corridoi sotterranei erano freddi e umidi. Un’aria pesante e stantia gli entrava nei polmoni, impregnata dell’odore di terra bagnata e di qualcosa di antico, di chiuso. Le pareti erano adornate da nicchie scavate nel tufo, dove teschi sbiancati e ossa, incastonati tra archi di pietra, sembravano osservarlo con orbite vuote.
Più si addentrava, più Gaetano sentiva l’aria farsi densa e il cuore pulsare nelle tempie, come se antichi sussurri si facessero largo tra i morti, un coro silenzioso che gli ronzava nelle orecchie.
All’improvviso, la fiamma della lanterna tremò più intensamente e danzò in un ultimo spasmo, spegnendosi con un sibilo. L’oscurità ora era completa, palpabile. Il silenzio assordante, rotto solo dal battito accelerato del suo cuore.
Fu allora che udì uno stridio. Non di topo. Non il fruscio di un abito. Era una voce rauca che sembrava provenire dalle viscere della terra stessa: — Chi porta la memoria… porta la colpa.
Gaetano si voltò di scatto, ma le sue mani toccarono soltanto un muro ruvido e freddo.
Un’altra voce, questa volta vicinissima, gli sussurrò gelida all’orecchio un nome che non aveva mai pronunciato ad alta voce, nemmeno a sé stesso: il suo secondo nome, quello che la madre gli aveva dato in segreto, per una maledizione di famiglia che si diceva legasse i Ferri a oscure presenze.
Quando sentì che il cuore non ne poteva più, cercò affannosamente la via d’uscita. All’aperto inciampò sui ciottoli bagnati: era già mattina.
Una luce calda filtrava tra i palazzi, ma il suo volto era imbiancato, scavato, come se avesse vissuto vent’anni in una sola notte. Tra le mani tremanti, stretto con la forza della disperazione, stringeva ancora il diario. Qualcosa lo spinse ad aprirlo.
Era stato completato… ma da una mano diversa. La grafia non era la sua, e le ultime pagine erano piene di simboli incomprensibili e di un nome ripetuto ossessivamente: Dormienti Neri.
Buongiorno amici librosi. Oggi vi segnalo la nuova pubblicazione di ELENA LOMBARDI. "CICATRICI DI VENERE" SCHEDA DELL'OPERA ...