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sabato 23 maggio 2026

TIERRA NEGRA - SETA

 

Episodio 1

Una calda brezza smuoveva le tende della finestra, carica di un profumo che sapeva di uva e di caffè appena tostato. Un fascio di luce tra il dorato e l'argento illuminava il pulviscolo che danzava pigro nell'aria, e inondava quella stanza colma di respiri e affanni bramosi.

Tierra Negra, di polvere ne aveva… di paglia secca, di piante arse, di terra rossa. Che fosse una raffica rabbiosa di vento o un soffio leggero, quella polvere s'insinuava dappertutto, occupando ogni spazio: si annidava tra le pieghe dei vestiti, fra le ciocche dei capelli, fra gli angoli e le vie.

Poco distante dalla finestra, sul pavimento coperto da un pregiato tappeto, giacevano un paio di pantaloni, una camicia linda e una veste di seta leggera: testimoni di una fretta impaziente. Gocce di sudore scivolavano lungo il ventre piatto di lui, per poi infrangersi sulla pancia setosa della donna. Julio Romero spingeva con forza brutale tra le gambe di Isabella. La massa potente dei muscoli delle sue spalle era sorretta da braccia granitiche, puntate sul materasso ai lati dei seni di lei, quasi a volerla imprigionare in quel perimetro di carne e desiderio.

— Julio, amore mio… — il nome di lui uscì con un gemito strozzato, interrotto dai fremiti che le scuotevano il corpo. Isabella aveva la bocca schiusa, tremante, soggiogata dal ritmo incalzante di quell'uomo che sembrava fatto di pietra e fuoco. Lui non le concedeva tregua, non le dava respiro; ogni spinta era una pretesa, un modo per possedere non solo il suo corpo, ma la sua stessa anima.

Julio era prossimo al culmine, una tempesta pronta a esplodere, e continuava a sovrastarla con una foga quasi selvaggia. Lei godeva, ansimava; lei era felice. E in cuor suo si prometteva che quel “possesso” sarebbe durato per sempre.

Infine, l'apice travolse Julio come un'onda d'urto, lasciandolo senza fiato nella calura opprimente dell'estate brasiliana. L'uomo si accasciò, esausto, sul corpo della donna: rumore di pelle e di sudore che guizza. Era un contatto viscido di umidità che li legava e li invadeva, fondendoli in quell'odore di terra e di passione che non lasciava spazio a nient'altro.

Isabella gli gettò un braccio attorno alle spalle, lasciandosi sfuggire un mugugno che sembrava una preghiera.

— Tranquilla, ci penso io. — mormorò lui con voce roca.

Julio scivolò di lato, ma non smise di toccarla; la sua mano continuò a muoversi con sapiente lentezza, finché Isabella non si sentì del tutto appagata, sprofondata tra le lenzuola candide.

Poi, con un movimento secco, lui si mise a sedere sul bordo del letto e si passò una mano tra la folta capigliatura scura, tirando indietro i capelli; sotto la luce cruda del mattino, i tratti spigolosi divennero più evidenti.

Le vene pulsavano ancora visibilmente sotto la pelle abbronzata, scurita dal sole implacabile di quel paese che lo aveva visto crescere e diventare uomo.

— O Morenito… dove vai? — gli chiese Isabella, osservando la sua schiena nuda e imponente mentre egli raccoglieva gli indumenti sparsi sul pavimento.

— Non lo sai? — rispose secco, senza voltarsi.

Le sue gambe affusolate possedevano ancora una forza sorprendente, nonostante la mattina fosse iniziata con quell'esercizio furioso di passione.

— Stamattina arrivano i nuovi braccianti. — continuò Julio.

Isabella sbuffò e si voltò a pancia in giù, posizionandosi sull'altro lato del letto, quello ancora caldo e sgualcito dal corpo di lui. Affondò il naso tra le lenzuola e chiuse gli occhi per inalare avidamente l'odore di uomo di Julio.

— Mai una volta che possiamo restare insieme dopo aver fatto l'amore. Sempre di corsa, sempre pronto al comando. — si lamentò liberando le labbra piene e rosse dalle coltre.

— Te l'ho sempre detto, — ribatté lui, infilandosi la camicia con gesti precisi: — che sono uno schiavo di tuo padre.

— Mi sembra che ti paghi, e anche profumatamente. — rispose lei con un occhio buttato sui glutei di O Morenito sotto i pantaloni quasi aderenti. “Che meraviglia!” si disse, soddisfatta che quell'uomo fosse suo. Orgogliosa di ciò, si ammirò e, lasciva, si accarezzò una gamba godendo della seta con cui sembrava fatta la sua stessa pelle.

“Dove la trova un'altra come me?” si disse.

Julio si fermò, cercandola con gli occhi profondi: — È il minimo, considerando tutto il lavoro che faccio.

— E non pensi di essere ricompensato abbastanza? — gli rispose Isabella, indicandosi.

Lui fece una smorfia amara: — Sai bene che, se tuo padre scoprisse questi nostri incontri, mi sbatterebbe fuori dalla Fazenda senza pensarci due volte.

Detto ciò, Romero indossò il cappello e andò via.

💖💖💖💖💖

Alonzo Moya Gallardo sedeva nel lussuoso salone della Tenuta, dove le ampie finestre, incorniciate da pesanti tende di seta, offrivano una vista dominante sui giardini curati della Proprietà. Con lui c'erano il figlio Esteban e il Procuratore; insieme, attendevano l'arrivo della nuova manodopera. La Piantagione era cresciuta a dismisura in quegli anni e i raccolti, sempre più generosi, esigevano braccia nuove e instancabili.

Ignacia, la secondogenita dei Moya Gallardo, entrò nel salone seguita da una cameriera per far servire il caffè. Una volta che l'inserviente si fu congedata, la donna si accomodò in silenzio, prestando orecchio alla conversazione dei tre uomini.

Il giovane Esteban sorseggiò la bevanda scura, lasciando che il calore del caffè gli scivolasse in gola. Poi, sprofondando con studiata indolenza tra i cuscini del divano, esclamò con una smorfia di disgusto: — Dicono che questi Italiani non si lavino nemmeno. Spero vivamente che non sia così o l'aria della fazenda diventerà irrespirabile. Bah, quanto è insopportabile avere bisogno di certa gente!

Posò la tazzina con un rumore secco e continuò, accendendo un sigaro: — E tutto questo perché? Perché il Governo ha il terrore che nasca prole meticcia. Vogliono il sangue europeo per ripulire la Nazione. Come se uomini di rango come noi, — fece una pausa, guardando i presenti con un sorriso complice: — si degnassero di andare a letto con le negre!

Rise sguaiatamente, una risata grassa che risuonò nel salotto, mentre il fumo del sigaro saliva ad adombrare agli altri il suo volto.

Il Procuratore lo squadrò con la coda dell'occhio, mantenendo un tono professionale: — Vi assicuro che si lavano, signorino. Non dovreste prestar fede a tutto ciò che sentite mormorare.

Il ragazzo accennò un sorriso ironico, assaporò di nuovo il caffè e riprese: — Erano meglio i negri. Quelli mostravano gratitudine, erano riconoscenti. Gli Italiani, invece… quelli protestano sempre. Sono anarchici per natura.

Ignacia contrasse il viso, scrutando il volto del fratello.

— Gli Italiani che ho ingaggiato per voi, non vi daranno noia, ve lo garantisco. — si difese il Procuratore, con lo sguardo rivolto a quel signorotto sgraziato: — Appartengono a famiglie che un tempo godevano di una certa importanza.

— E come mai sono caduti in disgrazia, allora? — incalzò Esteban, con un'espressione viscida che gli increspava le labbra.

— Problemi di varia natura, signorino.

— L'unico problema, signor Procuratore, è che non sanno fare nulla. Avranno sicuramente distrutto qualche terra che poteva dare di più.

— Hai viaggiato? Conosci il mondo? Tu? — gli chiese Ignacia, tormentandosi le mani l'una nell'altra. Esteban la fissò, come se la sorella gli avesse rivolto un'offesa, non usando neppure il voi.

— L'unica cosa che conta, — intervenne Alonzo, troncando la discussione con autorità: — è che facciano il loro lavoro e non creino problemi alla Fazenda.

Esteban sorrise di nuovo, soddisfatto della propria provocazione, mentre la sorella lo ammoniva con uno sguardo carico di biasimo.

💥💥💥💥💥

In settimana secondo episodio. Seguimi su FB o IG per restare aggiornato sugli episodi.

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IL RE DEGLI SCIPPATORI

 


Scendo dall'autobus che è quasi buio.

Via Duomo ha quell'odore di pizza e “cuoppi di mare fritti” che ti fa venire subito fame. O ti nausea, se hai già mangiato.

Raggiungo il cancello di casa e salgo le scale del palazzo con la solita stanchezza addosso. Appena apro la porta, mia sorella è già lì, ferma davanti alla finestra come una sentinella.

— È di nuovo là. — dice senza voltarsi, con la chioma bionda e liscia che le svolazza alla leggera brezza.

Mi tolgo la sciarpa e l'appoggio sulla sedia: — Chi? E chiudi, che stasera fa freddo!

— Lui. Quello che ti segue. Guarda.

Mi avvicino. In strada c'è solo un ragazzo appoggiato a un motorino: cappuccio tirato su e testa bassa sul telefono.

— È un caso. — affermo: — Abiterà qui vicino.

Mia sorella sbuffa: — Sì, certo. E allora perché lo vedo ogni volta che torni?

Non rispondo. La verità è che ho iniziato a notarlo anche io, e da settimane. Prima un'ombra dietro di me scendendo da Montesanto. In seguito un riflesso in una vetrina. Poi ancora lui, sempre lui, sempre a distanza e con quell'aria da “non sto facendo niente.”

Mia sorella incrocia le braccia: — Secondo me si è innamorato. Non ha il coraggio di fermarti.

— Ma smettila. — rispondo: — Non si usa più da una vita andare dietro alle ragazze. Oggi ci si fa dare il numero da qualcuno o ti cercano sui social.

Eppure, mentre mi allontano dalla finestra, un pensiero mi opprime: quando è iniziata davvero questa sensazione? Forse la prima volta che l'ho visto fuori al supermercato. O quando l'ho incrociato alla fermata del bus e lui ha finto di guardare altrove.

Non lo so.

So solo che da allora, ogni volta che torno a casa, mi sembra di sentire i suoi passi dietro ai miei. Se non credo che lo faccia di proposito, è solo perché non lo vedo tutti i giorni.

“Abiterà semplicemente nello stesso quartiere” mi dico.

* * *

È un giovedì qualunque quando succede.

Sto tornando di nuovo dal lavoro. È il tramonto. Cammino veloce sul marciapiede del Corso; il telefono in mano, le cuffiette nell'altra.

E all'improvviso… uno scatto.

Una mano mi strappa il telefono. Un colpo secco. Mi volto, ed è lui.

— Ehi! — urlo.

Corre. Io pure.

La gente si gira, qualcuno ride, qualcun altro impreca.

Lui è veloce, ma io ho la rabbia che mi dà forza. Lo inseguo tra i motorini parcheggiati, tra i turisti che si scostano all'ultimo secondo. Poi, davanti a noi, un corteo blocca la strada: bandiere, megafoni, studenti che cantano.

Lui si volta di colpo. Intrappolato. Io lo raggiungo.

— Dammi il telefono! — gli ordino ansimando. E già mi aspetto un movimento improvviso, un tentativo di fuga o persino un'aggressione. È anche un bel po' muscoloso! Già, per scappare dalle persone derubate e di sicuro dalla polizia, ha fatto allenamento.

“Altro che ragazzo innamorato!” dico tra me e me. Oggi come oggi, chi ti viene dietro, lo fa solo per cattive intenzioni.

Fa un sospiro. Tende la mano verso di me e mi porge il telefono. Non trema, non parla. Il suo viso, che è dannatamente bello e liscio, non mostra alcuna espressione.

— E io che pensavo… — dico, recuperando un respiro più calmo: — Che tu volessi corteggiarmi. Che fossi uno di quei tipi timidi che seguono da lontano. E invece sei solo uno stronzo di ladro!

Abbassa lo sguardo: — Non è come pensi.

— Ah no? Che c'è? Hai la mamma malata? Sei povero? Ritorniamo ai tempi passati? Di sicuro ti devi comprare la droga!

Per tutto il tempo, rialzando la testa, non ha mutato espressione. È rimasto serio. Troppo, anche per un ladro.

— È che… — si gratta la nuca: — io ho sempre scippato tutti. Sempre. Con agilità e senza che nessuno mi beccasse. Ma con te… non ci riuscivo mai. Sei sempre attenta, guardinga, prudente. E quel cavolo di telefono non lo tiri mai fuori per strada! — mette le mani in tasca: — La cosa mi dava fastidio. Era diventata una questione di principio.

Lo guardo, credo, come si guarda un alieno: — Una questione di principio? Rubare a me?

— Sì. Cioè… non a te come persona. A te come… sfida.

Mi riprendo il telefono: — Complimenti. Sei proprio un genio! Il re degli scippatori!

Lui sospira: — Lo so che sembro un cretino. Ma non sono un delinquente. Non davvero.

— E allora perché rubi?

Alza gli occhi al cielo per un attimo, e noto uno sguardo stanco, non cattivo.

— Perché sono un tecnico software. “Bravissimo” mi dicono sempre, ma sfruttato. Contratti di tre mesi, poi altri tre, poi altri tre ancora… Mai un rinnovo vero. Mai un'assunzione. Poi, all'improvviso: “Il personale è al completo… Non ci sono fondi”. E il “bravo” non serve più. Quando mi hanno lasciato a casa, senza preavviso, senza niente… ho iniziato a fare questo. Per sopravvivere.

Resto in silenzio. Non perché lo giustifichi, ma perché non me l'aspettavo.

Finisce che ci sediamo in una caffetteria qui vicino. Non so nemmeno perché ho accettato; forse perché voglio capire, o forse perché lui non sembra più il ragazzo col cappuccio che mi seguiva. Sembra solo uno che ha perso qualcosa.

Prendiamo due caffè. Lui li paga: — È il minimo. — dice.

Lo studio mentre parla. Non ha l'aria del ladro ignorante. Parla di algoritmi, di bug, di sistemi operativi. Mi racconta di come ha passato anni a fare notti in bianco per aziende che lo trattavano come un numero. Di come ha mandato curriculum ovunque. E a un certo punto, ha smesso di crederci.

— Non sono un criminale. — ribadisce: — Sono solo uno che non ha trovato il suo posto.

— E allora perché seguivi me?

Arrossisce: — Perché… non lo so. Mi incuriosivi. Sembravi diversa. E poi… — si ferma: — Ho pensato di non avere speranze con una donna affermata nel suo lavoro come te. E così ho deciso di trattarti come i miei “clienti.”

Mi viene da ridere. Una risata breve e nervosa.

— Potevi iniziare con un “ciao.”

— Lo so. Ma non sono bravo con queste cose.

Lo guardo meglio. È solo un ragazzo che la società ha spremuto, usato, ignorato. Uno che ha sbagliato, sì, ma non per cattiveria.

— Allora? — chiede lui, timido: — Mi odi?

— Non lo so ancora. — rispondo: — Ma possiamo ricominciare.

Lui annuisce: — Ciao. — dice.

E per la prima volta, non mi sembra più che mi stia seguendo. Mi sembra che stia camminando accanto a me.

— Ciao, Valeria.

— Piacere, Antonio.

💖💖💖💖💖

La mia serie di romanzi: Essere donna e ribelle

AUTOCONCLUSIVI



 



martedì 19 maggio 2026

La Clandestina. A Sweet Space Love - 1° Capitolo

 

Capitolo 1

Il Sacrificio dell'Astraios-Beta


Anno 4018


L'ennesimo missile colpisce l'Astraios-Beta. Una scheggia metallica e tagliente schizza via dalla scocca interna della Nave, colpendo Anna, la figlia del Capitano Arturo Astori, al fianco.

Il silenzio che ha accompagnato l'Equipaggio durante la Traversata spaziale è ormai un ricordo lontano. La missione è fallita. I superstiti possono solo sperare di ritornare a casa.

L'Astraios-Beta, nata come esperimento per le lunghe distanze e diventata l'orgoglio dei Terrestri in pochi anni, è ora una trappola mortale, a causa delle esplosioni, degli incendi e dei reparti isolati per la drastica riduzione di ossigeno.

L'Ammiraglia del Drago, una silhouette nera che oscura le stelle, ha sferrato l'attacco. Ma il nemico non cerca la distruzione totale, non ancora almeno.

Al Settore Medico la situazione è disperata. I corridoi sono invasi da un fumo acre; i segnali d'allarme dipingono le pareti di un rosso sangue. Il loro suono è un martello che sbatte contro le tempie.

Arturo Astori, un uomo che la guerra ha già segnato, che il comando ha rinforzato, è al suo posto in Plancia, fronteggiando la situazione con i nervi saldi.

Ma i Governanti della Galassia del Drago, padre e figlio, sono i più temuti di tutto l'Universo. E i più crudeli.

Il Medico di bordo, impegnato in hangar a soccorrere i militari, rientrati dopo essere stati feriti, viene chiamato d'urgenza.

La voce nei suoi auricolari, collegati al comunicatore da polso, gracida con una nota di puro terrore: “Dottore, presto. Stiamo rischiando di perderle.”

L'uomo, ancora col camice macchiato di sangue, corre verso il reparto di chirurgia. Lì, nel caos degli strumenti medici divelti, su una barella, giace Anna. La scheggia ha attraversato la sua carne; ora il suo ventre, rotondo e pieno di vita, è a un passo dal baratro.

Il Medico le dà una prima occhiata, il volto gli si incupisce. Fa cenno alle assistenti di portarla in sala operatoria. Anna apre gli occhi, deboli ma determinati. Emanano la stessa luce di sempre, quella forza che l'ha portata nello Spazio, nonostante la gravidanza, proprio per salvare la creatura che porta in grembo.

— Dottore, deve farlo, non c'è tempo. — gli dice con un filo di voce.

— Anna, le probabilità di salvarti scenderanno a quasi zero.

— Salvi la mia bambina. La mia vita non conta, la sua sì.

Il Medico le ricorda che un cesareo sotto attacco, con i sistemi ridotti al minimo, è pura follia. Ma il Drago è venuto per lei: Anna lo sente. Prende la mano dell'uomo al suo fianco e sussurra: — La faccia nascere e la dichiari morta.

— Sei sicura?

— È la mia ultima volontà.

Lei sa che è l'unico modo per salvare, non solo la figlia, ma anche l'Equipaggio dalla furia del Drago. L'Equipaggio e la Nave possono garantire la vita della bambina.

L'operazione è un'eternità condensata in pochi minuti. Arturo Astori viene informato, ma non si muove dalla Plancia. Il suo Attendente fa da messaggero tra il Reparto Medico e il Ponte di Comando. Nessuna comunicazione deve correre sui fili elettrici: il silenzio radio è l'unica protezione.

Finalmente, un vagito debole, un gemito strozzato, rompe l'ansia. Una bambina, minuscola e fragile, nasce settimina. I suoi polmoni non sono pronti, così viene subito sigillata in un'incubatrice d'emergenza.

Valentina… deve chiamarsi Valentina. — dice Anna con le ultime forze.

Poi, la sua luce si spegne.

Alla notizia, il Comandante Astori esplode in un ordine disperato: — Isolate il Reparto Medico! Alimentatelo! Tenete pronto il Rigeneratore. Se la Nave deve cadere, quella zona deve essere l'ultima a cedere.

Qualche ora dopo, mentre le riserve energetiche si assottigliano e il Rigeneratore rantola, il cuore di Arturo è lì, accanto a quell'incubatrice. La bambina è tutto ciò che resta della figlia. La sua mente, come un diagramma olografico, sta già progettando una rete sicura.

Salverà sua nipote.

Proprio quando tutto sembra perduto, flotte amiche appaiono nello Spazio stellato, costringendo il Drago alla ritirata.

L'Astraios-Beta è salva.

Astori si allontana dalla consolle di Comando, si posiziona in un angolo lontano da tutti e apre una connessione privata dal suo comunicatore. Con voce profonda e ferma ordina: — Evelyn, devi sparire.








mercoledì 15 aprile 2026

COVER E TITLE REVEAL DEL 3° VOLUME "LA SERIE DEGLI SPETTRI" DI ANNA SALOMONE

 



Buongiorno, amici, oggi vi segnalo il COVER REVEAL del 3° volume che chiude la SERIE DEGLI SPETTRI della mia brava collega, napoletana come ne, ANNA SALOMONE

Andiamo prima alle info sul nuovo volume: 

TITOLO: Anime di Spettro - Victor

AUTRICE: Anna Salomone

SERIE: La serie degli Spettri #3

EDITORE: Self-publishing

GENERE: Historical Romance

Trope: Hate to Love, Secrets and Lies, Spicy, Dark, Mistery

FINALE: chiuso

PAGINE: 600

PREZZO E-BOOK: 2.99€ (Cartaceo da definire)

DATA DI PUBBLICAZIONE: 27 aprile

*Disponibile su Amazon, e incluso nell’abbonamento di Kindle Unlimited


TRAMA

Napoli 1951

Luce

Ho scoperto la verità.

Le mie origini non sono quelle che credevo: un’antica maledizione scorre nel mio sangue, come un’ombra che non vuole lasciarmi andare.

Ho sempre pensato di essere Nisciuno, una scugnizza cresciuta tra le strade di Napoli, ma ora so che sono molto di più e che… questo potere oscuro può distruggere tutto ciò che amo.

Per proteggere la mia famiglia sono pronta a tutto.

Anche a combattere contro me stessa.

Victor

Stare accanto a una rosa ha un prezzo.

Il mio è amare Luce con tutte le sue spine, la sua forza e il mistero che la circonda.

Ho affrontato guerre, segreti e tradimenti ma… nulla mi ha mai messo in ginocchio quanto lei.

Quando il passato tornerà a minacciare ciò che abbiamo costruito, so che dovrò tornare a essere ciò che ero: un agente segreto sotto copertura. Sarò uno Spettro.

Perché l’amore, quello vero, si difende anche nell’oscurità.

💖💖💖💖💖

In un’epoca segnata dal dovere e dal destino, due anime diverse si incontrano tra luci e ombre del loro passato.

Tra passione, segreti e redenzione, Lu’ e Victor scopriranno che l’amore può essere la più pericolosa delle verità e… l’unica degna di essere vissuta.

Dopo averli incontrati in “Occhi di Spettro” e aver conosciuto le loro origini in “cuore di spettro”, Luce e Victor tornano per svelare il resto della loro storia in questo terzo e ultimo capitolo della trilogia historical romance “La Serie degli Spettri”.

ESTRATTO

Lo so che mi ferirai. Lo so che sanguinerò. Ma ti ho scelta lo stesso. Le sue radici affondavano nell’ombra, eppure lui l’aveva stretta a sé senza esitare. Ci sono ferite che non si evitano. Si scelgono. Perché o si muore da soli, o si sanguina insieme.

Dopo pochi metri le fu addosso. Il vicolo era stretto, impregnato di odore di pioggia, mattoni umidi e carbone. Luce scivolò sul basalto bagnato, un attimo di smarrimento che gli sembrò un invito. Adesso. Non lasciarla scappare. La afferrò per un polso, poi per le spalle, spingendola contro il muro. Sentì il proprio respiro spezzarsi, il cuore martellare nel petto come un tamburo impazzito. È per questo che sono qui. Per questo che corro dietro alle tue ombre. Perché non so più dove finisci tu e dove comincio io.

«Restituiscimi il portafoglio» ordinò, voce bassa ma tagliente.

Lei lo guardò, occhi di ghiaccio e sfida, labbra curve in un sorriso malizioso.

«È così che tratti una signora, dameri’?» disse, con aria beffarda.

Victor inspirò, cercando di dominare la marea di emozioni. Rabbia e desiderio si mescolavano, pericolosamente. Era lì, tra le sue braccia, e non cercava di scappare.

Il cappotto rosso, ormai zuppo, aderiva al corpo sottile di Luce, ma era il suo sguardo a paralizzarlo: non implorava, sfidava.

«Tu non sei proprio una signora» mormorò, la voce carica di derisione e passione.

Luce rise piano, un suono che vibrava tra i mattoni umidi e poi smise quando Victor si chinò e la baciò.

Il bacio fu rapido, ruvido, intriso di corsa, pioggia e desiderio. Ma lei non si tirò indietro. Anzi, si strinse a lui come se lo stesse aspettando da sempre.

Quando si separarono, il silenzio nel vicolo era quasi irreale, rotto solo dal ticchettio incessante della pioggia.

Biografia autrice:

Anna Salomone è nata a Napoli il 26 febbraio del 1985. Ha vissuto i momenti più spensierati della sua esistenza quando frequentava l'Accademia di Belle Arti di Napoli e dove ha conseguito la Laurea in Scenografia. Ha un'affinità particolare con il numero 26, che, tra le altre cose, ha anche tatuato sul collo. È appassionata di cinema, teatro e dei luoghi abbandonati in cui la natura sembra prendere il sopravvento. Le piace fumare il sigaro e la pipa. Adora gli oggetti vintage e ama soprattutto viaggiare e circondarsi di persone belle e ricche d'animo. Vive a Napoli da sempre e ama incondizionatamente la sua città tanto dolce quanto amara. Nel tempo libero, adora gironzolare come il Munaciello per le strade della sua città, con tanto di marito a seguito, che chiama puntualmente Sua Signoria, e le sue adorabili pesti: un maschio e una femmina di quattordici e nove anni. Gestisce un blog di romanzi rosa con sua sorella, che, oltre a essere una romantica incallita, è pure una zitella vecchio stile. Ovviamente, è un'avida lettrice di qualsiasi superficie macchiata d'inchiostro. Ha un carattere lunatico, un occhio vigile e una bocca più affilata di una lama, ma, soprattutto, crede fermamente di aver iniziato prima a leggere che a muovere i primi passi nella società.

CONTATTI

FACEBOOK: Anna Salomone

INSTAGRAM: @anna.salomone85

TIKTOK: @anna26autrice

MA VENIAMO ALLA SPLENDIDA COPERTINA




IO NON VEDO L'ORA DI LEGGERLO E VOI?


💛💛💛💛💛

DA I MIEI LIBRI

LA LUNA DELL'EGEO

Dodecaneso, 1930

Il fascino di un'epoca coloniale, il rigore di una divisa e un segreto che sfida le leggi del tempo.

Il Capitano Riccardo Rinaldi è un uomo d'onore, un ufficiale del Regio Esercito, che crede nella disciplina. Ma il destino ha in serbo per lui un'anomalia che nessuna logica o ordine di servizio può spiegare.

Quando Luna "precipita" nella sua vita dal 2024, non porta solo lo scompiglio di una ragazza misteriosa, moderna e sbadata; porta con sé anche un segreto che riguarda Riccardo e il suo dolore nascosto.

Tra smartphone rotti, termini incomprensibili, un ciondolo a forma di luna e una moneta del 1930 già consumata dal tempo, i due si ritrovano prigionieri di un amore che sfida la fisica.

Sullo sfondo di un'isola baciata dal sole dell'Egeo, Luna e Riccardo dovranno capire se il loro incontro è un errore del cronometro o un appuntamento fissato dal destino un secolo prima.

Il tempo è scaduto. È ora di ricaricarlo.


LUNA E RICCARDO

SPICY - ROMANTASY - TIME TRAVEL





giovedì 26 marzo 2026

RECENSIONE DI "TRA LE LAME" DI FEDERICA DI BLASI


Titolo: Tra le lame.

Autrice: Federica Di Blasi,

Formato: eBook Kindle 2,69 - Cartaceo 13,40 - Kindle Unlimited

LINK ACQUISTO

Trama

Gaia ha diciassette anni e due grandi passioni: la scrittura e il pattinaggio artistico.
È una ragazza ingenua e buona, ma decisa, con le idee chiare e il desiderio di superare quotidianamente gli obiettivi che si pone.
La sua competitività e la sua brama di perfezione emergono soprattutto nello sport.

Ha un legame speciale con la sorella maggiore e le sue tre grandi amiche, che non potrebbero essere più diverse tra loro.
Il rapporto con mamma Diana è caratterizzato dal tipico contrasto tra la smania di ogni adolescente di affermarsi e di sentirsi libero e il desiderio di un genitore di proteggere i propri figli.

Cercando di non invadere la privacy della ragazza, Diana cerca di mostrarsi sempre pronta all'ascolto e di captare anche il minimo segnale di pericolo.
Gaia vive la sua prima storia d'amore con Leonardo, un ragazzo educato, dolce e galante, tra inesperienza e iniziale insicurezza che la portano spesso a dubitare di se stessa.

Ben presto si ritroverà a fare i conti con una realtà del tutto inaspettata e si dovrà confrontare con situazioni di estrema gelosia e desiderio di possesso e controllo.
Leonardo mostrerà il suo lato oscuro e violento che destabilizzerà la ragazza.
Una storia di violenza di genere, tra sentimenti contrastanti. Dalla sensazione di colpevolezza alla voglia di perdonare, dalla paura del domani alla capacità di reagire e di prendere in mano la propria vita.

In un periodo così denso di violenze, questa vuole essere una storia di consapevolezza e speranza.

🖋️LA MIA RECENSIONE 🖋️

Una storia che parla piano, ma arriva dritta al punto più fragile di noi.

I libri di Federica Di Blasi sono manuali di vita. Ma mai noiosi. Anzi, la Di Blasi scrive in modo semplice, senza artefatti, è proprio per questo entrano nella testa e nel cuore con fluidità, facendoti diventare parte della storia.

I personaggi di Federica sono “nostre figlie, sorelle, amiche…” 

Siamo noi. 

E tutto ciò l'ho trovato anche nel romanzo “Tra le lame”

Questa storia colpisce per la sua sincerità emotiva. L'autrice sceglie una voce giovane, quella di Gaia, per raccontare un tema che purtroppo non ha età: la violenza mascherata da amore. Lo fa con uno stile limpido che lascia ai sentimenti, quelli veri, quelli che fanno male, il compito di guidare il lettore.

Non ti dice “cosa devi provare” Ti fa, invece, una domanda: “Tu (lettore) cosa provi?”

La forza del libro sta proprio qui: nella capacità di mostrare come il controllo, la gelosia e la manipolazione possano insinuarsi nelle relazioni più innocenti, soprattutto quando si è giovani e si desidera soltanto essere amati.

Gaia è una protagonista tenera e determinata, e attraverso i suoi occhi vediamo il confine sottile tra affetto e possesso, tra cura e annientamento.

Accanto a lei, la famiglia e le amiche diventano un contrappeso luminoso: non figure perfette, ma presenze che ricordano quanto sia fondamentale non restare soli quando qualcosa dentro di noi comincia a spegnersi.

Il romanzo non giudica, non urla e non semplifica.

Mostra. 

E proprio per questo lascia un segno. È una storia che parla alle ragazze, ma anche agli adulti: a chi educa, a chi vuole capire come nascono le ferite e come si può uscirne.

Alla fine, ciò che rimane non è la paura, ma la possibilità: la possibilità di riconoscere il pericolo, di chiedere aiuto, di scegliere sé stesse.

Un libro necessario. E ti avvisa: "Attenta a chi ribalta la situazione facendo passare te dalla parte del torto"

E confesso che in alcuni passi mi sono scappate le lacrime.

GRAZIE, FEDERICA 💖

IL MIO VOTO: 💖💖💖💖💖

Alla prossima recensione.

Annalisa

L'AUTRICE HA PUBBLICATO DA POCO UNA NUOVA, IMPERDIBILE STORIA, 

Che, ovviamente, ho già nel mio kindle

LA DONNA CHE SCALDAVA IL CAFFE'





 

martedì 24 marzo 2026

SEGNALAZIONE NUOVA USCITA "BREAK MY LINES" DI ISABEL WHITE



Buongiorno Lettrici e Lettori, oggi vi segnalo un'imperdibile pubblicazione. 

Leggete bene perché si tratta della brava Isabel Whithe.

Ecco i dati.

Titolo: Break My Lines

Autrice: Isabel White

Genere: Sport Romance – Young Adult / Second Chance Romance

Data di pubblicazione: 23 marzo 2026

Formato: eBook Kindle - Prezzo di lancio: 0,99 €

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Sinossi

Emily ha sedici anni ed è una ragazza ingenua, silenziosa, con il cuore ancora intatto. Quando Zach Miller, star della squadra di baseball della scuola, posa gli occhi su di lei, Emily scopre il primo amore: travolgente, assoluto… e capace di spezzarla.

Zach non è solo il ragazzo che le ha insegnato a volare: è anche quello che l’ha lasciata cadere senza pietà.

Anni dopo, Emily è una donna forte, rispettata, inattaccabile. Ha imparato a non aver bisogno di nessuno. Ma il destino non dimentica. Quando le loro strade si incrociano di nuovo, Zach non è più il ragazzo che era. E Emily non è più la ragazza che lui ha distrutto.

Eppure, alcune verità non smettono mai di esistere.

Un romanzo intenso e struggente sul primo amore, sulla perdita e su ciò che accade quando la vita ti riporta davanti all’unica persona che ti ha devastato… e che non hai mai davvero dimenticato.

Ulteriori dati

  • Romance emotivo e ad alta intensità

  • Temi: primo amore, caduta e rinascita, seconde possibilità

  • Ambientazione sportiva (baseball)

  • Protagonisti complessi e percorso di crescita

  • Perfetto per lettori di sport romance e storie di riscatto emotivo

Target

Lettori e lettrici di:

  • Sport romance

  • Young adult / new adult

  • Second chance romance

  • Storie emotive e character-driven


Questo imperdibile libro è già nel mio kindle. Voi cosa aspettate?

Annalisa

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Da I miei Libri


TIME TRAVEL - ROMANTASY

Dodecaneso, 1930

Il fascino di un'epoca coloniale, il rigore di una divisa e un segreto che sfida le leggi del tempo.

Il Capitano Riccardo Rinaldi è un uomo d'onore, un ufficiale del Regio Esercito, che crede nella disciplina. Ma il destino ha in serbo per lui un'anomalia che nessuna logica o ordine di servizio può spiegare.

Quando Luna "precipita" nella sua vita dal 2024, non porta solo lo scompiglio di una ragazza misteriosa, moderna e sbadata; porta con sé anche un segreto che riguarda Riccardo e il suo dolore nascosto.

Tra smartphone rotti, termini incomprensibili, un ciondolo a forma di luna e una moneta del 1930 già consumata dal tempo, i due si ritrovano prigionieri di un amore che sfida la fisica.

Sullo sfondo di un'isola baciata dal sole dell'Egeo, Luna e Riccardo dovranno capire se il loro incontro è un errore del cronometro o un appuntamento fissato dal destino un secolo prima.

Il tempo è scaduto. È ora di ricaricarlo.

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venerdì 20 marzo 2026

SEGNALAZIONE NUOVA PUBBLICAZIONE ✨CICATRICI DI VENERE ✨DI ELENA LOMBARDI




Buongiorno amici librosi. 

Oggi vi segnalo la nuova pubblicazione di ELENA LOMBARDI.

"CICATRICI DI VENERE"

SCHEDA DELL'OPERA 

Titolo: Cicatrici di Venere 

Autrice: Elena Lombardi 

Genere: Contemporary romance 

Tropes: 

#hatetolove #slowburn #agegap #forcedwedding #emotionalscars #unrequitedlove #misunderstandings 

Prezzo lancio: 0,99 € (prima settimana) 

Casa editrice: Independently published 

Formato: ebook e cartaceo. Autoconclusivo 

Cover: Mary Books Covers 

Trama 

Un matrimonio, una lettera d'addio, un viaggio per San Pietroburgo, un appuntamento con il destino organizzato dai genitori di lei, li porta ad incontrarsi in una camera d'hotel, di notte, al buio, in modo del tutto insolito. 

Eva Bassani diventa dal primo istante il suo frutto proibito, il suo fiore eterno, la sua debolezza più grande. La vuole per sé a tutti i costi ma deve proteggerla: dagli altri o da se stesso? 

Quello ancora non gli è chiaro. 

Ivan Petrova diventa dal primo istante un'aquila dagli artigli ben saldi, uno squalo dai denti acuminati, un lupo pericoloso e letale. Non si fida di lui. Ne ha paura. Lo teme. Vorrebbe fuggire ma non può. Una rosa rossa contro una rossa bianca. 

Lui diventa il predatore, lei la sua preda. L'aquila reale però domina i cieli, rispetta il proprio territorio, difende la sua compagna dai nemici. È quello che gli è stato chiesto di fare in fondo, ma non tutto è come sembra. Il bene e il male si fondono insieme, percorrono strade parallele e distinte. L'odio e l'amore son

o facce della stessa medaglia. L'avidità e l'autenticità si mescolano, ferendo e graffiando. Il buono e il cattivo si alternano a colpi di pistola. Una cosa è certa. Lei è nata per lenire le sue Cicatrici di Venere. Lui per stravolgere la sua vita e salvarla dalla solitudine.  

Questo bel libro è già nel mio kindle. Voi cosa aspettate?

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Alla prossima segnalazione librosa

Annalisa


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DA I MIEI LIBRI

NON ERA IL MOMENTO, MA ERI TU

SCONTO A TEMPO LIMITATO, 0,99


A volte il cuore sa la strada, ma serve coraggio per seguirla.

L'amore fra Lia e Tommaso sboccia in punta di piedi, tra le aule di scuola e i vicoli di Napoli; ma è ostacolato da una madre segnata dal dolore e da un errore giovanile di Tommaso, che gli ha cucito addosso l'etichetta di “delinquente” e “perditempo”.

Tommaso è, però, presenza, dolcezza, imperfezione.

Ilario, arrivato in età adulta, è per Lia luce, fuga e la promessa di un riscatto.

Ma quando il passato torna a bussare, Lia si ritrova sospesa tra ciò che desidera e ciò che teme. E capire quale strada seguire diventa la scelta più difficile di tutte.

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SERIE - COME IL SOLE A GENNAIO

TIERRA NEGRA - SETA

  Episodio 1 Una calda brezza smuoveva le tende della finestra, carica di un profumo che sapeva di uva e di caffè appena tostato. Un fascio...