Capitolo 1
Il Sacrificio dell'Astraios-Beta
❤Anno 4018 ❤
L'ennesimo missile colpisce l'Astraios-Beta. Una scheggia metallica e tagliente schizza via dalla scocca interna della Nave, colpendo Anna, la figlia del Capitano Arturo Astori, al fianco.
Il silenzio che ha accompagnato l'Equipaggio durante la Traversata spaziale è ormai un ricordo lontano. La missione è fallita. I superstiti possono solo sperare di ritornare a casa.
L'Astraios-Beta, nata come esperimento per le lunghe distanze e diventata l'orgoglio dei Terrestri in pochi anni, è ora una trappola mortale, a causa delle esplosioni, degli incendi e dei reparti isolati per la drastica riduzione di ossigeno.
L'Ammiraglia del Drago, una silhouette nera che oscura le stelle, ha sferrato l'attacco. Ma il nemico non cerca la distruzione totale, non ancora almeno.
Al Settore Medico la situazione è disperata. I corridoi sono invasi da un fumo acre; i segnali d'allarme dipingono le pareti di un rosso sangue. Il loro suono è un martello che sbatte contro le tempie.
Arturo Astori, un uomo che la guerra ha già segnato, che il comando ha rinforzato, è al suo posto in Plancia, fronteggiando la situazione con i nervi saldi.
Ma i Governanti della Galassia del Drago, padre e figlio, sono i più temuti di tutto l'Universo. E i più crudeli.
Il Medico di bordo, impegnato in hangar a soccorrere i militari, rientrati dopo essere stati feriti, viene chiamato d'urgenza.
La voce nei suoi auricolari, collegati al comunicatore da polso, gracida con una nota di puro terrore: “Dottore, presto. Stiamo rischiando di perderle.”
L'uomo, ancora col camice macchiato di sangue, corre verso il reparto di chirurgia. Lì, nel caos degli strumenti medici divelti, su una barella, giace Anna. La scheggia ha attraversato la sua carne; ora il suo ventre, rotondo e pieno di vita, è a un passo dal baratro.
Il Medico le dà una prima occhiata, il volto gli si incupisce. Fa cenno alle assistenti di portarla in sala operatoria. Anna apre gli occhi, deboli ma determinati. Emanano la stessa luce di sempre, quella forza che l'ha portata nello Spazio, nonostante la gravidanza, proprio per salvare la creatura che porta in grembo.
— Dottore, deve farlo, non c'è tempo. — gli dice con un filo di voce.
— Anna, le probabilità di salvarti scenderanno a quasi zero.
— Salvi la mia bambina. La mia vita non conta, la sua sì.
Il Medico le ricorda che un cesareo sotto attacco, con i sistemi ridotti al minimo, è pura follia. Ma il Drago è venuto per lei: Anna lo sente. Prende la mano dell'uomo al suo fianco e sussurra: — La faccia nascere e la dichiari morta.
— Sei sicura?
— È la mia ultima volontà.
Lei sa che è l'unico modo per salvare, non solo la figlia, ma anche l'Equipaggio dalla furia del Drago. L'Equipaggio e la Nave possono garantire la vita della bambina.
L'operazione è un'eternità condensata in pochi minuti. Arturo Astori viene informato, ma non si muove dalla Plancia. Il suo Attendente fa da messaggero tra il Reparto Medico e il Ponte di Comando. Nessuna comunicazione deve correre sui fili elettrici: il silenzio radio è l'unica protezione.
Finalmente, un vagito debole, un gemito strozzato, rompe l'ansia. Una bambina, minuscola e fragile, nasce settimina. I suoi polmoni non sono pronti, così viene subito sigillata in un'incubatrice d'emergenza.
— Valentina… deve chiamarsi Valentina. — dice Anna con le ultime forze.
Poi, la sua luce si spegne.
Alla notizia, il Comandante Astori esplode in un ordine disperato: — Isolate il Reparto Medico! Alimentatelo! Tenete pronto il Rigeneratore. Se la Nave deve cadere, quella zona deve essere l'ultima a cedere.
Qualche ora dopo, mentre le riserve energetiche si assottigliano e il Rigeneratore rantola, il cuore di Arturo è lì, accanto a quell'incubatrice. La bambina è tutto ciò che resta della figlia. La sua mente, come un diagramma olografico, sta già progettando una rete sicura.
Salverà sua nipote.
Proprio quando tutto sembra perduto, flotte amiche appaiono nello Spazio stellato, costringendo il Drago alla ritirata.
L'Astraios-Beta è salva.
Astori si allontana dalla consolle di Comando, si posiziona in un angolo lontano da tutti e apre una connessione privata dal suo comunicatore. Con voce profonda e ferma ordina: — Evelyn, devi sparire.

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