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giovedì 10 luglio 2025

PRIMA DI DIVENTARE UN FORESTIERO

 


INEDITO

Prima di partire, c'era solo lui e il respiro della montagna.

Il vento gli scompigliò il ciuffo, ma lui non lo rimise a posto. Se ne restò immobile sullo sperone roccioso, a osservare il viottolo. Nessuno scendeva, nessuno saliva. Lo sguardo si perse nel profilo grigio-blu delle montagne. Non era ancora pieno giorno, ma la luce bastava. L'iride gli pulsò viva.

Scese per il sentiero con passo sicuro, il cappotto aperto e la sua ombra lunga sui ciottoli, mentre il sole gli saliva alle spalle. Portava con sé una cesta di vimini vuota e un coltello pieghevole, infilato nella tasca interna.

Attorno a lui, boschi di abeti e larici si stendevano come un sipario verde, punteggiati qua e là da stavoli in pietra e legno, con scandole consumate dal tempo. Il sentiero correva fra prati ancora umidi di rugiada, dove il profumo fresco degli aghi di pino si mischiava all'aria leggera della sua terra.

Un torrente scorreva poco distante, accompagnando i passi sicuri di Ferdinando.

Si fermò accanto a un albero giovane e lo toccò con la punta delle dita, poi proseguì. Raccolse dei funghi, li osservò in controluce e li ripose nella cesta.

Un uomo anziano, con un bastone e un cane al seguito, lo incrociò sul sentiero. Nessuno parlò. Solo un cenno del capo. Ferdinando rispose con un mezzo sorriso: ciò che si fa tra gente che si conosce da sempre.

Al ritorno si fermò davanti a una fontana scavata nella roccia. Si lavò le mani, si sistemò il bavero e si sedette sul muretto. Dal rifugio una donna lo osservava dietro una tenda. Ferdinando non la guardò; si accese una sigaretta e lasciò che il fumo salisse lento, come se avesse tutto il tempo del mondo.

Dietro di lui le cime rocciose si stagliavano contro il cielo, ancora pallido per effetto di quelle nuvole che non lasciavano sul serio le sue montagne.

Il silenzio, mai per davvero muto, era pieno di cose vive: il canto di un uccello, il fruscio delle foglie, il respiro della montagna.

Quando si alzò, il sole era già più alto. La cesta era piena. La sua ultima quotidianità, solitaria, prima di partire.


GRAZIE A ROSSELLA PER UN PREZIOSO SUGGERIMENTO

IL FORESTIERO. THE MYSTERIOUS MAN


giovedì 26 giugno 2025

IL FORESTIERO 🌸 THE MYSTERIOUS MAN

Buongiorno 💞

è con grande gioia che vi annuncio la pubblicazione sul kindle store del mio racconto. 

IL FORESTIERO. THE MYSTERIOUS MAN.

Disponibile anche in KINDLE UNLIMITED 







mercoledì 25 giugno 2025

L'OMBRA SOTTO SAN LORENZO

 


Era un inverno rigido, quello del 1889. La città di Napoli era avvolta da una nebbia insolita, densa come lana bagnata, che sembrava salire direttamente dai sotterranei dell’acquedotto. I lampioni a gas tremolavano lungo via dei Tribunali; le loro fiammelle giallastre lottavano per farsi strada nell’umidità, mentre le carrozze lasciavano solchi silenziosi sui ciottoli umidi di basalto nero, come ferite fresche sul selciato.

Don Gaetano Ferri, antiquario e studioso di storia occulta, ricevette una lettera anonima sigillata con ceralacca viola, dal profumo stantio di terra e muschio. Il messaggio era stringato, le lettere calligrafiche danzavano sul foglio ingiallito: Scenda domani notte, solo, nelle Catacombe di San Lorenzo. La verità aspetta nel buio.

Un brivido freddo gli corse lungo la schiena, accompagnato da un’inspiegabile apprensione. Inquieto, ma soprattutto incuriosito, sentì lo stomaco serrarsi in una morsa.

Eppure, Gaetano amava simili situazioni.

Il giorno seguente si presentò all’ingresso semi-nascosto delle catacombe: un’apertura scura che sembrava inghiottire la poca luce della sera. Portava con sé una lanterna a olio, il cui tremolio era l’unica cosa a sfidare l’oscurità imminente, e un vecchio diario rilegato in pelle appartenuto a un suo antenato, l’abate Ferri, che nel 1702 vi aveva annotato strane sparizioni legate al culto dei Dormienti Neri. Quel diario lo accompagnava come una sorta di protezione. Glielo aveva suggerito una voce… nella sua anima.

I corridoi sotterranei erano freddi e umidi. Un’aria pesante e stantia gli entrava nei polmoni, impregnata dell’odore di terra bagnata e di qualcosa di antico, di chiuso. Le pareti erano adornate da nicchie scavate nel tufo, dove teschi sbiancati e ossa, incastonati tra archi di pietra, sembravano osservarlo con orbite vuote.

Più si addentrava, più Gaetano sentiva l’aria farsi densa e il cuore pulsare nelle tempie, come se antichi sussurri si facessero largo tra i morti, un coro silenzioso che gli ronzava nelle orecchie.

All’improvviso, la fiamma della lanterna tremò più intensamente e danzò in un ultimo spasmo, spegnendosi con un sibilo. L’oscurità ora era completa, palpabile. Il silenzio assordante, rotto solo dal battito accelerato del suo cuore.

Fu allora che udì uno stridio. Non di topo. Non il fruscio di un abito. Era una voce rauca che sembrava provenire dalle viscere della terra stessa: — Chi porta la memoria… porta la colpa.

Gaetano si voltò di scatto, ma le sue mani toccarono soltanto un muro ruvido e freddo.

Un’altra voce, questa volta vicinissima, gli sussurrò gelida all’orecchio un nome che non aveva mai pronunciato ad alta voce, nemmeno a sé stesso: il suo secondo nome, quello che la madre gli aveva dato in segreto, per una maledizione di famiglia che si diceva legasse i Ferri a oscure presenze.

Quando sentì che il cuore non ne poteva più, cercò affannosamente la via d’uscita. All’aperto inciampò sui ciottoli bagnati: era già mattina.

Una luce calda filtrava tra i palazzi, ma il suo volto era imbiancato, scavato, come se avesse vissuto vent’anni in una sola notte. Tra le mani tremanti, stretto con la forza della disperazione, stringeva ancora il diario. Qualcosa lo spinse ad aprirlo.

Era stato completato… ma da una mano diversa. La grafia non era la sua, e le ultime pagine erano piene di simboli incomprensibili e di un nome ripetuto ossessivamente: Dormienti Neri.

giovedì 5 giugno 2025

FEMMINICIDIO. SEGNALI D'ALLARME

 


Secondo i dati ISTAT, il numero di femminicidi in Italia tende a rimanere sostanzialmente stabile nel corso degli anni.

Questa stabilità, di un numero così tanto elevato di vittime, è un problema gravissimo, in quanto indica che le misure di prevenzione e contrasto non sono sufficienti a ridurre i casi.

Nella maggior parte di questi casi, le donne vengono uccise dai partner o ex, o da altri membri della famiglia, e spesso le violenze erano già presenti e non denunciate.

Quando parliamo di violenza, non ci riferiamo solo a quella fisica. Le violenze psicologiche sono altrettanto devastanti e spesso più subdole, capaci di minare profondamente la persona, intaccando pensieri e azioni. La mente umana, infatti, è un riflesso della nostra integrità e subire attacchi a questo livello può distruggere l'autostima e la percezione della realtà.

ATTENZIONE: Tali attacchi possono essere attuati da chiunque e verso chiunque, non solo fra i partner: in famiglia, sul lavoro, a scuola...

 Il Ruolo dei Mezzi di Comunicazione

Negli ultimi anni c'è stata una crescente attenzione da parte dei media sul fenomeno del femminicidio. Notizie che in passato potevano essere trattate come omicidi passionali, vengono ora inquadrate nel contesto della violenza di genere, mettendo in luce le dinamiche di potere e controllo che spesso sottostanno a questi crimini.

La copertura mediatica può avere un effetto positivo, incentivando le vittime a cercare aiuto. Alcuni studi indicano che dopo la notizia di un femminicidio, aumentano le chiamate ai numeri di assistenza e le denunce alle forze dell'ordine. Questo suggerisce che la maggiore visibilità può sensibilizzare e incoraggiare a rompere il silenzio.

MA NON BASTA.

Ci vogliono interventi legislativi e sociali più efficaci, e bisogna aumentare la consapevolezza che il femminicidio non è un fatto privato, ma un problema sociale.

Rischi nella narrazione mediatica

Accade, purtroppo anche che la visibilità mediatica può avere dei rischi. A volte si tende a cercare giustificazioni per gli aggressori (raptus, gelosia, problemi in famiglia, infanzia difficile) o a porre l'attenzione su dettagli morbosi, finendo per non approfondire le radici culturali e sociali del fenomeno.

Una narrazione corretta e responsabile è fondamentale per non minimizzare la gravità e per non colpevolizzare, anche implicitamente, le vittime.

PERTANTO... 

FAI ATTENZIONE AI SEGNALI D'ALLARME

Impara a riconoscere i segnali che indicano un controllo o una manipolazione da parte del partner. Sono segnali che possono salvarti.

Imposizioni e controllo: Frasi come "devi dire...", "devi fare...", "non andarci...", "resta a casa..." e simili, non sono espressioni di cura, a meno che non ci sia una motivazione concreta e orientata al tuo benessere.

Spesso, sono solo tentativi di manipolarti e controllarti.

Cambiamenti improvvisi di atteggiamento: Presta attenzione a reazioni sproporzionate o a cambiamenti d'umore repentini, soprattutto quando esprimi un'opinione diversa dalla sua o una tua volontà a voler fare qualcosa di nuovo o di diverso. (Come, a esempio, andare a una festa con un'amica, invece che con lui).

Irrequietezza latente ed esplosioni: Un partner che vive in uno stato di costante tensione o passività, pronto a esplodere al minimo pretesto, è un segnale di pericolo.

Ciclo di violenza: Osserva i bruschi passaggi da un'estrema negatività (come uno schiaffo o un insulto) a gesti di affetto, come una carezza seguita da un frettoloso "ti voglio bene". Questo è un classico schema di manipolazione emotiva.

L'ILLUSIONE DEL CHIARIMENTO

Non presentarti mai, e soprattutto non da sola, a un "incontro di chiarimento".

Non esiste alcun vero chiarimento quando c'è stata violenza. La violenza stessa è già una drammatica e inequivocabile dimostrazione di chi è realmente quella persona. Cercare un confronto diretto può solo esporti a ulteriori rischi e violenze, sia fisiche che psicologiche. La tua sicurezza viene prima di tutto.

RICORDA

Non sei sola! Ci sono gli amici, la famiglia, le istituzioni. 

INOLTRE

Signal for Help.

Si tratta di un gesto internazionale, con cui la persona in pericolo mostra il palmo della mano con il pollice piegato all'interno, poi chiude le dita a pugno. È un modo silenzioso e discreto per segnalare che si ha bisogno di aiuto.

Chiamare il 112 o il 113

Numero antiviolenza 1522


martedì 27 maggio 2025

RECENSIONE - LO SCHIAVO DI POMPEI - DI STEFANIA DE PRAI SIDORETTI 📖📔🔖

 

Buon pomeriggio, amici. 💕

Da oggi iniziano le recensioni del mio blog, partendo alla GRANDE con un libro che mi è piaciuto molto. 

Ecco i dati relativi a questo bellissimo romanzo.

TITOLO: Lo schiavo di Pompei

AUTRICE: Stefania De Prai Sidoretti

GENERE: Rosa di ambientazione storica 

DATA PUBBLICAZIONE: 18 MAGGIO 2021

FORMATI: Cartaceo 12.00 - Ebook 1,99 - Presente in ku

VALUTAZIONE: 💛💛💛💛💛/5

LINK ACQUISTO


"Ti ho promessa in sposa al figlio di Aurelio Lentulo Glauco. Lo adotterò, prenderà il mio nome e la prole nata dalla vostra unione darà nuova linfa alla gens Cornelia. 

Rimango con gli occhi sgranati, come fulminata. Perché una cosa è il sospettare della tegola che ti sta per capitare tra capo e collo, un'altra è il beccarsela per davvero." 

Faustilla mi ha conquistata sin dal primo momento. Non è la vittima che potrebbe sembrare, intraprendendo il suo viaggio verso Pompei per conoscere il marito scelto dallo zio senatore. Al contrario, è una giovane intelligente, coraggiosa, moderna per molti aspetti. Questa sua profondità si rivela poco alla volta, mentre ci guida nel suo affascinante percorso da Roma a Pompei. Un viaggio vivido, coinvolgente, che ti fa sentire al suo fianco, permettendoti di scoprire la sua dolcezza e determinazione attraverso lo sguardo attento dell'autrice.

"Elio comincia a pizzicare la lira e, dopo un intermezzo musicale, prende a recitare con una voce calda e sensuale che mi fa quasi accapponare la pelle."  

Durante una scossa di terremoto, evento che, senza che i pompeiani ne siano consapevoli, precede la tragica eruzione del 79 d.C., Faustilla vive l'incontro d'amore più grande della sua vita. Ma non si tratta di Aurelio, l'uomo scelto per lei dallo zio, bensì di Elio, schiavo e fratellastro del promesso sposo. Tra loro nasce un amore puro, sincero, dolce. Elio è un animo nobile, contrapposto al fratellastro crudele che vuole riservargli un destino amaro. Sarà Faustilla a salvarlo, a sua volta, rendendo il loro amore ancora più intenso e indimenticabile.

Dalla seconda lettera di Plinio il giovane a Tacito

"Ci fu una tenue schiarita, ma ci sembrava che non fosse la luce del giorno ma un preannuncio dell’avvicinarsi del fuoco. Il fuoco c’era davvero, ma si fermò piuttosto lontano; poi di nuovo il buio e di nuovo cenere densa e pesante"

Queste vicende straordinarie ci accompagnano fino all'evento storico più noto legato al Vesuvio: l'eruzione immortalata da Plinio il Vecchio.

Stefania De Prai Sidoretti è una garanzia: la sua scrittura non è mai noiosa né banale. Ti trascina nella storia come se stessi guardando un film. La sua preparazione e cultura emergono in ogni pagina, rendendo ogni suo libro un acquisto certo, tanto che ormai non ho più bisogno nemmeno di leggerne l'anteprima. Pompei è nel mio cuore, vicina a me, un luogo che visito spesso. Da oggi, quando ci tornerò, immaginerò Elio e Faustilla passeggiare liberamente, mano nella mano, tra le sue strade antiche.

Molto consigliato.

ALLA PROSSIMA 💞

🌸 LE RECENSIONI DI IERI 🌸

🌸 Buongiorno, amici 🌸

Oggi Vi propongo quattro recensioni sui miei romanzi. 


"Nina sei tu, sono io, siamo noi, la donna che ama troppo, che si sacrifica, che sopporta, che cade ma non smette mai di guardare avanti"  






SOLO PER AMORE - RECENSIONE AMAZON



IL SEGRETO DEGLI AGHI DI PINO RECENSIONE AMAZON



"Appena ho letto la trama sono rimasta, da subito, colpita dalle tematiche trattate, ovvero, Napoli e la sua bellezza nascosta tra vicoli e viali, la sua gente e le sue tradizioni, unita alla forte discrepanza sociale." 


IL SEGRETO DEGLI AGHI DI PINO BLOG LA CURATRICE DI LIBRI














sabato 17 maggio 2025

💖FERDINANDO - LORENZO LETIZIA 💖

 













LINK

Ferdinando arriva a Napoli, una città che ama e odia. Nasconde la sua naturale propensione ad affezionarsi alle persone, apparendo scontroso e taciturno. 

Pasquale, un napoletano chiacchierone, intuisce che Ferdinando non è come sembra e si mette subito a sua disposizione, guadagnandosi la sua fiducia e un lavoro. 

Ma ben presto Pasquale nota che qualcosa non quadra: Ferdinando omette delle verità, evita alcune domande e le sue attività non sembrano quelle di un normale uomo d'affari. Cosa nasconde Ferdinando? 


Napoli, 1939. 

Non si sa chi sia, da dove provenga, né quale lavoro faccia. L'unica cosa certa è che Ferdinando il dottore, come tutti lo chiamano, affascina le donne. Ricco, cortese ed elegante, con il suo arrivo in città, mette in subbuglio un vecchio palazzo napoletano con fatti poco chiari, sangue e colpi di pistola. 

In un paese stretto fra i divieti della dittatura fascista, con un popolo soggetto a limitazioni e leggi asfissianti, la giovane Nina conoscerà l'amore e proprio con Ferdinando, ma neppure a lei è dato sapere chi sia quell'uomo. 

"Da quello che faccio dipende il destino di molti altri" risponde un giorno Ferdinando alla domanda di Nina sul perché non può 



Grecia, 1943

Ferdinando, ovvero, il capitano Lorenzo Letizia, non ha mai abbandonato le sue attività antifasciste da quando ha lasciato Napoli. Ora, al comando di un plotone di giovani soldati dal carattere complicato, guida le operazioni militari in Grecia. 

Ma la tranquillità dell'aver abbandonato l'Italia, dove rischia molto, è un'illusione: anche la penisola ellenica nasconde insidie che minacciano la sua vita e la sua missione. 

Napoli, 1943 

Nina vive un matrimonio tormentato. Dopo tre anni dalle nozze, scopre che Gustavo, il marito apparentemente gentile e cortese, cela un lato oscuro che mette in pericolo la sua vita e quella del suo bambino.

Mentre i rischi che Ferdinando corre in Patria ricadono su Nina, questa, con l'aiuto di suo fratello Pasquale, chiede supporto al capitano Morelli, fidato collaboratore di Ferdinando. 

Tra fatti bellici di estrema importanza, divertenti interventi della vulcanica Olga, rivelazioni che riavvicinano i tre fratelli e nuove promesse che intrecciano i destini dei protagonisti, una domanda domina la scena: Nina e Ferdinando riusciranno a ritrovarsi?



SERIE - COME IL SOLE A GENNAIO

NON TI ODIO, MA STAMMI LONTANA

  Capitolo 1 La Tipa dei libri ELISA L'Estate, che la si ami o meno, è magica. Anche se non sei un tipo da abbronzatura, da sabbia ne...