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martedì 9 settembre 2025

RECENSIONE AL ROMANZO "IMPARARE A VOLERSI BENE" DI LILIANA TUOZZO.

 


Titolo: Imparare a volersi bene.

Autrice: Liliana Tuozzo.

Formato: ebook - 2,99 - Kindle Unlimited

Genere: Rosa.

Voto:  💛💛💛💛💛  5/5

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Trama:
Tessa sembra essere invischiata in una spirale che la costringe a rifugiarsi nel cibo che diventa una gratifica per riuscire a superare un opprimente senso di inadeguatezza e di vuoto.
Non sarà facile, anche perché le sue insicurezze sono legate al rapporto un po' strano che instaura col ragazzo dei suoi sogni, ma un po' alla volta dovrà imparare a volersi bene e leggersi dentro.

Nota: Un romanzo di formazione che tratta dei disturbi alimentari che affliggono molte adolescenti, ma non ha nessun carattere di tipo medico, si tratta di un romanzo rosa.

Recensione:

Prima di tutto, tengo a precisare, che se qualcuno, leggendo la trama, crede che sia una sorta di “manuale o descrizione sui disturbi alimentari”, si sbaglia. “Imparare a volersi bene” è un romanzo carino, scorrevole, genuino e con una protagonista deliziosa. Scritto senza fronzoli, uno show don't tell bene organizzato, che porta direttamente al punto cruciale, facendolo vivere nell'anima del lettore. Facendolo vivere con una storia di ieri e di oggi, come tante e anche diversa da tante, ma che ha come centro questioni che, in senso più ampio, riguardano molte altre “patologie”, se così vogliamo chiamarle.

Fondamentale è, come impariamo dalla storia narrata, avere la forza di "non dipendere" da niente e nessuno, né da cibo né da persone ambigue, come nel caso del fidanzato di Tessa. Il punto fermo deve essere sempre "noi stessi". La parola chiave è: volersi bene. E la protagonista imparerà molto, ma di più non posso dire. Leggere per sapere ;) 

I miei complimenti vanno all'autrice che ha saputo trattare il tema con una penna giovanile, uno stile semplice e diretto.

Consigliato a tutti perché sono cose che è fondamentale non dimenticare mai.


sabato 23 agosto 2025

🌸LE DEE DEL MALE 🌸THRILLER MEDICO PSICOLOGICO

 




"Le dee del male" è un thriller psicologico, ambientato nella Napoli degli anni Venti: elegante, disturbante, sensuale.

Dove il desiderio si mischia al mistero.



Lucas De Filippo, giovane medico prodigio, viene trovato senza vita in circostanze che suggeriscono il suicidio. Ma l'ispettore Modigliani, uomo dall'intuito affilato, si rende conto da subito che qualcosa non quadra.

Tra le corsie dell'ospedale Degli Incurabili e i segreti di una famiglia altolocata, affiorano desideri inconfessabili, legami morbosi e giochi di potere.



Al centro di tutto: il primario, minacciato dall'ascesa di Lucas. La moglie del defunto, sconvolta da un amore clandestino. E la cugina di Lucas, ossessivamente legata a lui in un modo che supera i confini del sangue.

Mentre l'indagine si addentra nei meandri del passato, emerge il ritratto di un uomo diviso tra la vocazione di guarire e il piacere di sedurre, tra dolcezza e brutalità.

Il viaggio dell'ispettore si trasforma in un'esplorazione dell'animo umano, dove l'erotismo si fa colpa, il dolore diventa carne e la giustizia non distingue più vittime e carnefici.


“Pensavo di cercare un assassino. Ho trovato il dolore, la vendetta, l'amore. E le dee: quelle che non parlano, ma agiscono.”

🌸

ESTRATTI

Proseguì, torturandosi i nervi, verso il paziente appena giunto. La suora gli passò la cartella, ma lui, prima di leggerla, guardò il volto dell'uomo disteso.

— Buongiorno, come vi chiamate? — chiese, controllandogli il polso. Nonostante fosse scritto sul documento nella sua mano, Lucas preferiva sentirlo dalla voce dei pazienti.

— Andrea Giganti.

Il medico rise: — E si vede, si vede. Siete bello grosso. Mi conviene curarvi bene, un vostro schiaffo mi manderebbe al creatore.

Il paziente fece un sorriso contratto: — Sì, dottore, bello grosso anche d'età. Ho molti più anni di voi. Quanti accidenti di anni avete? Vi hanno preso direttamente dall'università?

— Più o meno. Praticamente, erano dietro di me ad aspettarmi, mentre discutevo la tesi.

Lucas rise di nuovo, leggendo, questa volta, la cartella.

— Infermiera, ma chi mi avete messo vicino? — continuò il paziente, corrugando la fronte.

— Giganti, portate rispetto! Il dottore è uno dei migliori. — rispose la caposala con severità.

Lucas lo studiò bene in volto e chiese alla suora di lasciarli soli; quando venne ascoltato, riprese la parola: — Bevi circa due litri di schifezze alcoliche al giorno, te lo rovini di seghe dalla mattina alla sera e vai a puttane almeno tre volte a settimana con donne che non godono di buona salute. Il tuo fegato fa schifo almeno quanto il tuo cazzo. Sono io a offendermi per avere avuto un caso così patetico da curare.

— Io… ma voi come vi permettete? Cosa sapete della mia vita?

— Posso anche smettere di fingere di non aver visto la fede al tuo dito.

— Ehm…

— Adesso, da come s'intuisce, hai una cirrosi epatica che ti sta infradiciando il fegato. Che vuoi fare? Morire a, — rilesse la scheda — quarant'anni o te li vuoi godere un'altra ventina?

— Cirrosi epatica? Ma lì non è scritto.

— E dopo quanto ti ho detto sulla tua bella condotta, hai ancora dubbi su ciò che affermo?

L'uomo abbassò lo sguardo: — Se smetto di bere, guarisco?

— Se smetti di bere, mangiare schifezze e se butti giù qualche chilo, è probabile che sopravvivi qualche altro anno. Ma per le condizioni riportate qui del tuo amichetto di giochi, be', non è certo non bevendo che guarisci.

Lucas gettò la cartella sul comodino e indicò a un infermiere la terapia da somministrare al paziente.




ESTRATTO 2

— Ah, che tempaccio e sono andato fin lì per niente! Non ho potuto chiedere proprio nulla alla signora, manco stavolta. Cavoli, sono la polizia! E la sorella che prima ammette certe cose e poi sembra smentire le sue stesse parole.

Buttai il cappello sull'appendiabiti e sbottonatomi il soprabito, lo abbandonai sulla poltrona degli ospiti, accomodandomi alla scrivania con un tonfo: — Ma finché si rifiuta, non glielo faccio seppellire!

Mi guardai attorno: — Dov'è la stufetta? Che ho solo questo cappotto con me.

Il tenente-segretario Togni, occupato a sistemare dei fascicoli su uno scaffale, chiamò un agente e gli chiese di tirare fuori il braciere dallo stanzino.

— Qui fa abbastanza caldo anche in questi mesi, per questo siamo abituati ad accenderlo più tardi. Ormai, dovresti saperlo. — replicò il tenente.

— Da me, di questi tempi, di notte già provo a riscaldarmi le mani strofinandole l'una all'altra. Sono freddoloso di natura.

— Be', avete il vino buono, ti scaldi con quello.

Mi rialzai, ripresi il cappotto e lo adagiai su una sedia accanto al braciere, che l'agente stava accendendo.

— Vi conviene aprire la finestra, che qui tra poco si schiatterà dal caldo. — disse quest'ultimo.

— Stamattina la Dell'Uomo mi ha dato l'impressione che fra lei e il cognato… Parlava con troppa rabbia. — ripresi il discorso, fermandomi alla finestra.

— Come mai non hai potuto parlare con la vedova? — chiese Togni.

— Era di nuovo col medico. Mi hanno detto che è inutile interrogarla nello stato in cui si trova. Lasciatelo decidere a me, no? Ma oggi dovrebbero arrivare i genitori di De Filippo, e Soriano dovrebbe ritornare con loro. Ieri andò ad avvisarli da vicino, subito dopo il ritrovamento. Sembra che la madre del dottore si sentì male. Li prendo, come dite a Napoli, in paranza!

— Perché lo dici con ironia? Non penserai che la moglie l'abbia ucciso inscenando un suicidio?

— Io ritengo tutti colpevoli, finché non scopro l'assassino.

— Ah, quindi, non credi che sia stato lui a togliersi la vita?

— Dovrei?

Un tuono, molto più forte dei precedenti, fece tremare tutto.

— Porca miseria! — esclamai dopo un balzo e ritrovandomi il ciuffo liscio davanti agli occhi: — I temporali mi fanno sempre paura, eredità del fronte. Lì ne venivano giù parecchi!

— Inizia a redigere un primo verbale. — riprese Togni: — E domani ti ripresenti da loro.

— Altro che domani, ci vado oggi stesso!

— Perché questa storia ti innervosisce tanto?

Infilai le mani tra i capelli, poi scesi fino al volto strofinandomelo.

— C'è qualcosa che non mi quadra. Lui, innamorato di un'altra, si uccide perché la moglie non vuole separarsi. La cognata, che poi è la cugina, ha affermato che è sempre stato un libertino e allora mi chiedo, perché non se l'è tenuta come amante, così com'era abituato? Perché, con la mente brillante che aveva, non ha trovato una soluzione?


ESTRATTO 3

— Fai aaaa… — le disse Lucas e la piccola Giorgia obbedì aprendo la bocca: — Ah ah, qui noto che hai una bella lingua lunga, tu chiacchieri tanto quanto Salviuccia!

— Chi è Salviuccia? — chiese la bambina.

Sebbene in quel mese aumentassero i minuti di luce, il sole già non entrava più dai finestroni dell'ospedale.

— Una tua coetanea che, per farla tacere un po', dobbiamo darle da mangiare.

La madre della bambina si fece avanti, nella stanza singola dove avevano messo momentaneamente la piccola. C'erano poi il pediatra e suor Celeste.

— Il battito del cuore è regolare. — rispose Lucas alla donna: — I polmoni sembrano funzionare bene e…

— … il colorito della bambina la dice tutta, dottò! — intervenne allegra la caposala.

— Hai fatto un buon lavoro, De Filippo. — disse il pediatra che si congratulò con una sincera stretta di mano.

— Sto bene adesso, dottore? Posso ritornare a casa?

— Stai benissimo, principessa, ma per ora ti voglio ancora un po' qui con me. — Lucas le fece l'occhiolino.

Poi si raccomandò anche con suor Celeste di sistemarla accanto al letto di Salviuccia.

Dottò, avete idea del casino che faranno? — gli domandò sorridendo la donna.

— Ottimo! Ascoltare i bambini fa bene. Le altre pazienti ne trarranno giovamento.

🌸



NIVES

— Non vi sto cercando delle scuse. Volevo solo dirvi che gli altri medici vi invidiano. Sì, anche se sono qui da poco, ho visto che vi vogliono fuori. Non dovete dare loro la soddisfazione di farvi cacciare dagli Incurabili. Lo spavento procurato ai pazienti per il rumore del vassoio, poteva costarvi caro, e loro, gli altri dottori, vogliono proprio questo. Secondo voi perché il primario vi ha assegnato quel caso di scorbuto? È il primo a volervi via. 


🌸







mercoledì 13 agosto 2025

LETTERA A CHI CREDE DI NON POTERCELA FARE 🌺🌸🌼

 


La Canfora: curatrice di anima e corpo.

Se dico che la vita non mi ha fatto sconti, molti di voi si ritroveranno in queste parole. Si rivedranno.

Eh sì, perché spesso, forse troppo spesso, la vita è un banco di prova. E queste prove o insegnano o distruggono.

Il bello è che possiamo decidere noi, se arrenderci o continuare a camminare, provare e sognare.

Mi sono fermata per quattro anni, facendomi annientare da un male agli altri invisibile, ma che mi scavava nella testa.

Ma io, questa testa, ce l'ho dura.

Sì, mi ha aiutata un'amica che mi ha “obbligata” a editare un libro. Mi hanno aiutato le psicologhe Veronica; sì, si chiamano entrambe così.

Mi ha aiutata il mio libro, Come il sole a Gennaio. E nel 2024 sono guarita e si può dire rinata.

Ma come ho detto prima, la vita non fa sconti e a Settembre, già debole per la carenza di vitamina D, mi beccai la pertosse.

Ho vissuto l'inferno per quattro mesi e ancora porto i segni, ma vi risparmio i dettagli.

La testa, però, ha continuato a essere dura e ho detto “Vita, mi hai voluta forgiare? E, allora, guarda cosa ti combino!”

Ecco, cosa ho combinato:

- Come il sole a Gennaio. 1° e 2° volume.

- Missione Agena.

- Il forestiero.

- La stagione delle bouganville

- Le dee del male.

E voi, sconosciuti, che pur avendolo preso gratis, Il Forestiero, mi avete messo 1 e 2 stelle senza nemmeno dire il perché (E così fate con molti miei colleghi), vi rispondo solo questo: se li leggete davvero, i libri che volete distruggere, vi possono insegnare a campare, senza però beccarvi l'ansia e la pertosse.

 Semplicemente viaggiando.

E nel mio viaggio libresco di rinascita mi hanno accompagnata tre donne meravigliose. Le mie amiche:

- Valentina Meana (La Curatrice di Libri)

- Annalisa Gagliardi (Prima lettrice, poi amica e ora amica/betarearder)

- Moka (... adesso anche la mia editrice)

Come ce l'ho fatta io, ce la farai anche tu che stai leggendo.

La vita non finisce perché cadi.

La vita inizia quando ti rialzi.

Ora, però, vi lascio con un brano che spero vi faccia fare almeno un sorriso.

In scena il capitano Lorenzo Letizia, Helene (una greca che ha imparato l'italiano con i classici), il giovane caporale piemontese Ottavio e il romano Gaetano, attendente di Lorenzo.

Estratto Come il sole a Gennaio. Solo per amore.

— Temevo fosse San Gennaro. Quello lì parla troppo.

— Ma che dite, sor capità? San Gennaro indossa la mitra.

Letizia lo fissò, il giovane milite fece il segno del copricapo.

— E tu cosa ne sai?

— Ho fatto il chierichetto da piccolo.

— Tu? — rise Ottavio.

— Cosa essere, di grazia, il chierichetto? — chiese Helene.

— Dei ragazzini che servono messa — le spiegò Ottavio.

— Eh eh, quanta approssimazione! — esclamò Gaetano — Il chierichetto è una missione.

— E tu hai compiuto questo? Tu? — gli domandò la ragazza.

— Non ho capito, a bella, qual è il problema?

— Lasciatelo stare, deve pur aver fatto qualcosa di buono in vita sua — Lorenzo gli fece una carezza che sembrò più uno schiaffo.

M'avete levato mezza guancia!

Helene portò una mano alle labbra: — Gaetano, me fai ride 'n sacco! — affermò.

— E da Dante e Leopardi siamo passati ad Anna Magnani! — commentò il capitano.


domenica 10 agosto 2025

LE DONNE DELLE DEE DEL MALE

Rossella Soriano

"Trascorreva il giorno sempre alla stessa finestra, quella che dava sull'ingresso principale del cortile. I libri non bastavano a distrarla. Voleva lui. Continuamente lui. Sempre e solo Lucas, che l'aveva amata e posseduta con un ardore tale che si era sentita tutta sua: anima e corpo. Sua e basta."




Antonia Soriano

"Non fai che pensarlo, di desiderarlo. Anneghi in quegli occhi. Vorresti sentire le sue dita su ogni centimetro di pelle, le labbra farsi strada senza confini. Lo immagini mentre ti esplora.

 ... S'intrufolerà sotto le lenzuola e sarà soddisfatto solo quando avrà posseduto ogni lembo della tua carne."



Nives

"— Non vi sto cercando delle scuse. Volevo solo dirvi che gli altri medici vi invidiano. Sì, anche se sono qui da poco, ho visto che vi vogliono fuori. Non dovete dare loro la soddisfazione di farvi cacciare dagli Incurabili. Lo spavento procurato ai pazienti per il rumore del vassoio, poteva costarvi caro, e loro, gli altri dottori, vogliono proprio questo. Secondo voi perché il primario vi ha assegnato quel caso di scorbuto? È il primo a volervi via."




Margherita Cardone

 Noi donne, ispettore, sappiamo sempre come agire per farci giustizia.

— Cosa volete dire? Che c'entra la giustizia?

— Nel senso che conosciamo il nostro dovere, per non sfigurare in società.



"Le dee del male" è un thriller psicologico, ambientato nella Napoli degli anni Venti: elegante, disturbante, sensuale.

Lucas De Filippo, giovane medico prodigio, viene trovato senza vita in circostanze che suggeriscono il suicidio. Ma l'ispettore Modigliani, uomo dall'intuito affilato, si rende conto da subito che qualcosa non quadra.

Tra le corsie dell'ospedale Degli Incurabili e i segreti di una famiglia altolocata, affiorano desideri inconfessabili, legami morbosi e giochi di potere.

Al centro di tutto: il primario, minacciato dall'ascesa di Lucas. La moglie del defunto, sconvolta da un amore clandestino. E la cugina di Lucas, ossessivamente legata a lui in un modo che supera i confini del sangue.

Mentre l'indagine si addentra nei meandri del passato, emerge il ritratto di un uomo diviso tra la vocazione di guarire e il piacere di sedurre, tra dolcezza e brutalità.

Il viaggio dell'ispettore si trasforma in un'esplorazione dell'animo umano, dove l'erotismo si fa colpa, il dolore diventa carne e la giustizia non distingue più vittime e carnefici.

“Pensavo di cercare un assassino. Ho trovato il dolore, la vendetta, l'amore. E le dee: quelle che non parlano, ma agiscono.”

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mercoledì 6 agosto 2025

LE DEE DEL MALE - THRILLER PSICOLOGICO - EROTICO




Ebook e presto anche cartaceo

"Le dee del male" è un thriller psicologico, ambientato nella Napoli degli anni Venti: elegante, disturbante, sensuale.
Dove il desiderio si mischia al mistero.

Lucas De Filippo, giovane medico prodigio, viene trovato senza vita in circostanze che suggeriscono il suicidio. Ma l'ispettore Modigliani, uomo dall'intuito affilato, si rende conto da subito che qualcosa non quadra.

Tra le corsie dell'ospedale Degli Incurabili e i segreti di una famiglia altolocata, affiorano desideri inconfessabili, legami morbosi e giochi di potere.

Al centro di tutto: il primario, minacciato dall'ascesa di Lucas. La moglie del defunto, sconvolta da un amore clandestino. E la cugina di Lucas, ossessivamente legata a lui in un modo che supera i confini del sangue.

Mentre l'indagine si addentra nei meandri del passato, emerge il ritratto di un uomo diviso tra la vocazione di guarire e il piacere di sedurre, tra dolcezza e brutalità.

Il viaggio dell'ispettore si trasforma in un'esplorazione dell'animo umano, dove l'erotismo si fa colpa, il dolore diventa carne e la giustizia non distingue più vittime e carnefici.

“Pensavo di cercare un assassino. Ho trovato il dolore, la vendetta, l'amore. E le dee: quelle che non parlano, ma agiscono.”

QUARTA DI COPERTINA

Il brillante dottor Lucas De Filippo viene trovato morto suicida nel suo studio. Ma per l'ispettore Milo Modigliani qualcosa non torna. La scena del misfatto non quadra, i familiari sono reticenti. La moglie lo crede in viaggio, la cognata lo dipinge come un uomo perverso. Eppure, tutti sembrano nascondere qualcosa.

Tra passioni proibite, gelosie professionali e segreti di famiglia, Modigliani scava in un labirinto di desideri, violenza e manipolazione, fino alla sconcertante rivelazione finale: dietro l'apparente suicidio si cela una mente silenziosa e letale.


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mercoledì 23 luglio 2025

IL BALCONE DEI PENSIERI LENTI

 Un dialogo felino sull'arte di non fare niente


In un angolo di mondo, dove il tempo si prende il lusso di rallentare e la pigrizia diventa poesia, due gatti si incontrano sul balcone di una casa silenziosa. Uno medita sull’infinito, l’altra arriva a turbare la quiete. Un piccolo dialogo che celebra la bellezza delle giornate lente e dei pensieri che non hanno fretta. 

* * * 

Ai miei nipotini Ludovica e Nino

Sul balcone c'è una sedia di vimini accarezzata dal vento. La tenda si muove appena, come in un lento saluto. Il sole fa capolino tra le nuvole, alternando ombre e riflessi dorati su pavimento.

In lontananza, una campanella suona per noia, più che per un compito preciso.

L’aria ha il sapore del limone, il mondo si è messo in pausa, non per stanchezza, ma per il puro piacere di non fare niente.

Il balcone è silenzioso, come se il tempo stesse dimenticando di scorrere. Davanti, una pianura fiorita si fonde con le montagne in lontananza, dove la primavera si arrampica sui pendii con mille sfumature di verde. Il vento gioca con i fili d’erba, piegandoli come in una danza che nessuno osserva.

Un gatto dorme acciambellato su un libro aperto, sulla sedia di vimini. Nessuno nei paraggi, neppure sul balcone. Solo il gatto, che si stiracchia con regalità. 

È l’unico abitante di quel regno sospeso. 

I suoi occhi semi-socchiusi scrutano il panorama come se stesse contemplando. Forse, in quel silenzio, sta meditando sulla vastità del mondo o… sul prossimo spuntino.

Per lui la solitudine non è tristezza. È sovranità. Quel paesaggio è suo e lo abita senza movimenti e senza fretta.

A volte un mondo pigro è il più filosofico di tutti.

Il gatto, già sentendosi signore indiscusso dell'universo, sta per concedersi un pisolino, quando… plof! Sul bordo della ringhiera si posa con grazia una gatta fulva dagli occhi smeraldo. Non è silenziosa e non è lì per caso.

«Ma guarda te, ancora a meditare sulle nuvole?» dice lei, stiracchiandosi ostentatamente e lasciando afflosciare la coda dietro un vaso di basilico. 

Il gatto solleva lo sguardo con calma ma infastidito, come se l’universo gli avesse fatto uno scherzo dispettoso.

«Stavo contemplando l’eternità. Tu, invece, sembri contemplare l’arroganza.»

Lei lo ignora con la grazia di chi sa di essere adorabile. 

«Ti serve un po’ di confusione, vecchio filosofo. Questo balcone è troppo serio. Hai mai pensato di rincorrere un’ape? O almeno di fare le fusa. Così, per confondere il mondo?»

Il gatto sospira. Poi, con un gesto inaspettato dalla gatta, si alza, le si avvicina e… le da una testata delicata e affettuosa.

La gatta sorride. «Hai capitolato?»

«Ho evoluto il pensiero,» mormora lui, tornando a sdraiarsi sul libro che il vento ha cambiato pagina: «L’universo può includere anche te.»

SERIE - COME IL SOLE A GENNAIO

NON TI ODIO, MA STAMMI LONTANA

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